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Quattro
passi per Calanna |
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Comune
dell’entroterra aspromontano. Arroccato su un dirupo,
costituisce un terrazzo marino a 500 m sul livello del
mare, sulla cui sommità si erge maestosa la sagoma
di un castello che sembra reggersi a fatica. |
| Domina
e accomuna con un colpo d’ occhio, la vallata del
Gallico, lo Stretto di Messina e la dirimpettaia Sicilia. |
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Se
le origini del nome “Calanna”
non
sono chiare…
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…è
sicuro che il sito venne eletto a
dimora
da parte dell’uomo sin dal
periodo
Neolitico ed oggi si
presenta
piena di paradossi,
ma
soprattutto sospesa tra…
il
suo prestigioso passato… |
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…e
il suo presente!!!
Dal punto di vista Paleografico…
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Si
continua ad osservare la costa sabbiosa di Ortì,
Terreti, Armo-Sorgonà
ed oltre.
Si
tratta di spianate Sub-Orizzontali emerse nel Pliocene
(alla
fine dell’Era Terziaria), per il rapido
sollevamento della regione.
L’origine
marina di questi luoghi è testimoniata dall’abbondanza
di spoglie fossili, ascrivibili al Pliocene. |
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A
causa della loro scarsa cementazione hanno subito un’intensa
erosione eolica, dando luogo alla formazione di TAFONI…
Sculture
alveolari che si formano dove il vento agisce in maniera
vorticosa!
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Testimoni
delle origini antichissime di Calanna, sono i reperti
archeologici ritrovati nella contrada Ronzo. Sono reperti
di un insediamento preellenico, risalenti alla prima età
del ferro (IX – VI sec. A.C.) |
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Negli
anni 1953/54 fu esplorata da Giuseppe Procopio la necropoli
protostorica di Calanna, dove gli abitanti di un villaggio…
…prossimo
all’odierno abitato, ma tuttora non identificato,
avevano aperto una serie di tombe “a forno”
sul fianco della collina.
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…una
sorta di “via dei sepolcri”, uso che sembra
attestato anche nella necropoli preellenica di S. Stefano
di Gerace. |
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Le
sepolture, costituite da profondi pozzetti (89 cm),
scavati nel calcare conchiglifero della collina, si
distribuiscono originariamente sui due lati di un camminamento
scavato nella roccia
Frane
e smottamenti del fianco collinare hanno determinato,
nel corso dei secoli, la distruzione dei sepolcri situati
nella parte bassa del camminamento, mentre nel versante
più elevato furono riconosciute una ventina di
sepolture.
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Queste erano in genere chiuse da un lastrone di pietra
di forma approssimativamente triangolare e l’accesso
era talora facilitato da qualche gradino intagliato nella
roccia. |
All’interno
si sono riconosciute sia inumazione individuali sia deposizioni
multiple sovrapposte, separate da strati di alcune decine
di cm fra uno scheletro e l’altro. Spesso il defunto
veniva sepolto in posizione “ fetale”, cioè
in posizione contratta, con il mento poggiato sulle ginocchia.
Le
deposizioni erano accompagnate da offerte funebri, consistenti
in vasellame di uso domestico, che si trova al Museo Nazionale
di Reggio Calabria. |
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L’esame
del corredo funebre consiste in una fibula in bronzo
lunga 9 cm; un vasetto ad unità presa, fornito
di coperchio, forse destinato ad un’urna ceneraria
che presenta una decorazione con motivo a greca; vasellame
ad uso domestico; oggetti attinenti alla tessitura come
fuseruole o pesi da telaio.
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Siamo
di fronte ad un insediamento della prima età del
ferro, che trova numerosi riscontri in Calabria e si iscrive
nell’ambito di una serie di villaggi solo parzialmente
localizzati, distribuiti nell’aria, dove, nell’VIII
secolo A.C., i greci provenienti da Calcide avrebbero
fondato Reggio.
A
questi villaggi, sostiene Francesco Costabile, è
senza dubbio da riferire la notizia degli storici greci,
secondo la quale i fondatori di Reggio avrebbero scacciato
i Barbaroi che già abitavano il sito. |
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Fra gli insediamenti di questi Barbaroi, nel territorio
che sarà reggino, la Necropoli di Calanna costituisce
ancora il solo sito sistematicamente esplorato con scavi
archeologici.
Purtroppo,
esaurita la fase degli scavi della necropoli, nessun’altra
ricerca fu fatta, né per verificare l’effettiva
dilatazione dell’area cemeteriale, né per
tentare di identifi care il sito del villaggio correlato
alla necropoli. |
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Se
dobbiamo limitarci alle notizie che il ritrovamento
fornisce, diremo che per un periodo non eccessivamente
lungo, un secolo circa, come tradiscono gli strati di
sedimentazione fra un livello e l’altro di tombe,
la zona fu abitata da un nucleo non molto numeroso di
indigeni, perfettamente inserito nelle correnti commerciali
delle ceramiche <villanoviane>, ma senza nessun
contatto con i mercanti greci e orientali che già
cominciavano a ronzare lungo le coste calabresi.
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Quando,
e soprattutto perché, costoro abbandonarono la
zona, non lo sappiamo; comunque non sembra ci si trovi
di fronte ad uno dei numerosi scontri con i nuovi arrivati,
perché la “purezza” dei corredi funerari
pone piuttosto in alto rispetto all’VIII secolo,
la datazione del complesso. |
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Concluso
in tanto mistero questo momento preistorico, la collina
biancheggiante su cui oggi sorge Calanna restò
per 1800-1900 anni inabitata.
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Molte
domande sorgono, diverse ipotesi vengono avanzate, ma
si perdono nel silenzio dei secoli e nella nebbia che
ha inghiottito documenti e ricordi. |
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| Per
stabilire la seconda data di nascita di Calanna, bisogna
attendere il periodo bizantino! |
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Mariangela
Laface |